Premessa su Nosy Be

Vivere qui è cogliere il respiro della Terra,
col vento che struffa palme e savane
e poi risuona negli anfratti aspri dei canyons. È riempirsi gli occhi e il cuore di colori,
è scoprire acque di diafana trasparenza. Il Grande Spirito è ovunque,
nel grande Baobab,
nello zebù ucciso per nutrirsi,
nel magico eclissarsi di un astro. Non cercare sicurezza! Ma negli occhi dei bimbi vedrai la speranza
Di un nuovo sole, di un nuovo seme, anche domani. Non cercare ricchezza! Ma apprendi a trarre da un legno informe suoni
vibranti, che rimbalzano nei cuori e nelle onde
Tra nubi maestose, conchiglie e tramonti, Qui sentirai il respiro della Vita.

Cinzia Scarpini Schmidt

 

La sensazione che abbiamo avuto appena usciti dall’aeroporto “Fascene”, è stato come tornare indietro nel tempo, guardavamo increduli dai finestrini dell’auto che ci stava portando al nostro alloggio, capanne di legno lungo le strade, persone scalze che camminavano ai bordi della strada, fuochi accesi, i sorrisi dei bambini e i carri trainati da Zebù (animale tipico malgascio che equivale un po’ alla nostra mucca).

Avevo già sentito e letto molti racconti su Nosy Be, ma vederlo è tutta un’altra cosa. Sbalorditi, e con sentimenti opposti che contrastavano il nostro stato d’animo in quel momento: Dove siamo capitati? Dove stiamo andando? Ci abitueremo a stare due settimane qui? ..Avevo paura di avere sbagliato tutto questa volta!!

La cosa che non dimenticherò mai è la ragazza che viaggiava con noi sull’auto, una sconosciuta di cui non sappiamo neanche il nome, ma che grazie a lei siamo riusciti a vivere Nosy Be con occhi veritieri, ed è stata la conferma di ciò che leggevo io da mesi (o forse anni).

Ha messo subito in chiaro che il Madagascar non è Africa e che la realtà di Nosy Be è comunque differente da quella sulla Grande Terra, là stanno molto peggio!

Ha continuato, raccontandoci che vivono prevalentemente di agricoltura e artigianato. Pur essendo un’isola turistica, i malgasci non godono degli sviluppi di questo settore. Infatti, sulla bocca dei turisti, si fa parecchio terrorismo psicologico sulla sicurezza nel paese e si tende ad acquistare pacchetti all inclusive che non permettono di consumare nemmeno uno spuntino nelle loro “gargotte“(ristoranti o baracche tipiche malgasce).

Ma andiamo per gradi.

Sognavo da anni di visitare Nosy Be, premetto che non ero ancora molto abile nell’organizzazione autonoma dei viaggi e ho consultato mille agenzie, mille preventivi, ma la cifra era sempre troppo alta per il nostro budget ed ero giunta a conclusione di organizzare da sola il viaggio. Avevo trovato alberghi a conduzione famigliare (come piace a me), spartani, ma ottimi trampolini di lancio per esplorare l’isola, avevo calcolato le distanze e scelto la zona migliore per il soggiorno, avevo contattato i cosiddetti “beach boys” per le escursioni, avevo trovato i voli…ma quando credevo di avere tutto sotto controllo, sono caduta nella trappola dell’insicurezza da principiante: il “lavaggio del cervello” delle persone.

Chi c’era già stato sconsigliava vivamente quello che stavo per fare, persone che descrivevano il popolo malgascio come pericolosissimo e altre mille storie…

Così, ho trovato un’offerta tramite agenzia e ho acquistato il pacchetto volo + pernottamento in un hotel piccolissimo.

A parte il primo giorno un po’ destabilizzante, a causa della stanchezza dal viaggio e del contesto a dir poco differente dal nostro, ho riscontrato tutto il contrario di quello che mi era stato raccontato: siamo entrati in contatto da subito con un popolo cordiale, timido e sempre pronto a salutarci, non c’è stato neppure un momento in cui non ci siamo sentiti sicuri, siamo usciti tutte le sere in totale libertà, passeggiando lungo la spiaggia con le torce e abbiamo visitato tutti i centri di interesse con i locali (What’s else?).

Non dimenticherò mai la prima volta che ho messo piede in spiaggia, qualche locale mi è corso in contro per salutarmi, chiamandomi per nome. Maicol incredulo, si gira verso di me e mi chiede: “Ci sei già stata?”… erano le persone che avevo contattato per mesi e mi hanno riconosciuta, pur non avendo acquistato nulla da loro. Quando pensiamo alla scena ci viene da ridere, ma è stato così sul serio!!

 

2 risposte a “Premessa su Nosy Be”

  1. Ciao! Sto organizzando il mio
    Viaggio di nozze a Nosy-be, a luglio per due settimane, per risparmiare qualcosina vorrrei organizzarlo da sola senza agenzia, e anche io, come te, incontro persone che mi dicono: ma sei pazza?!
    Alla fine mi sono quasi decisa, ho trovato un hotel/Villa ad Ambatoloaka, non sul mare, ma dovrebbe essere comunque al villaggio.
    Tu che ci sei stata puoi tranquillizzarmi? Vado avanti con la mia idea del fai da te? 🙈 spero in una tua risposta. Grazie mille! 😊

    1. Ciao Giorgia!!! Innanzi tutto grazie per avermi scritto!! Si, guarda io se tornassi indietro prenoterei tutto Fai-da-te.
      Ovvio, alloggiando in una struttura “locale” non c’è il lusso o tutti i comfort di un villaggio turistico, ma se ci si accontenta della semplicità e dell’essenziale è un buon trampolino di lancio per esplorare l’isola.
      Io di solito in una struttura guardo: la pulizia, che non ci siano zone in comune con altri ospiti e la posizione.
      Purtroppo non essendo stata in un “alloggio locale” non posso condividere la mia esperienza, ma in viaggio ho conosciuto una coppia di ragazzi (anche loro con viaggio fai-da-te) che alloggiavano in una camera sulla spiaggia di Madirokely e me ne parlavano bene, ovvio c’era l’essenziale, era pulito e il personale gentile. Credo si chiamasse “Residence Au Sable Blanc”, ma non voglio giurarci… Ho sentito parlare molto bene anche di “Chez Eugenie” (Andilana), ma è un po’ fuori dal “centro dell’isola” (Ambatoloaka). Altrimenti io avevo guardato anche “Les Boucaniers”, “Chez Gerard e Francine” o “Aviavy”, ma non so dirti altro perchè poi non li ho “provati”. Ultimo contatto che avevo, era l’Hotel “Le Grand Bleu” (questo presente anche sui cataloghi di alcuni tour operator), ma è sempre lontano da Ambatoloaka (centro dell’isola).
      Se quello che avete trovato voi è sulla via di Ambatoloaka è super come posizione, perchè siete vicino alla via centrale con tante “gargotte”, vicino al punto di partenza dei tuk tuk e vicino alla spiaggia di Madirokely, qui il mare però non è dei migliori ed è soggetta al fenomeno delle maree (come tutta l’isola), l’acqua è più bella all’Andilana…o ancor meglio in escursione e Nosy Iranja…
      Vaiiii e prenota 🙂 🙂
      Per la questione “sicurezza” noi non abbiamo mai riscontrato nessun pericolo a Nosy Be (e giravamo anche di sera da soli), ma come in ogni parte del mondo un po’ di attenzione va sempre fatta, in tutte le cose.
      Credo molto dipenda anche da quello che uno si aspetta da un viaggio: vedere il più possibile, stare a contatto con la cultura locale, assaggiare cibo tipico, oppure stare sdraiati su una sdraio a bordo piscina con il cocktail in mano? Se ci si aspetta quest’ultima opzione allora la “guest-house” non soddisfa le esigenze.
      Spero di esserti stata di “aiuto” e tanti auguroni per il vostro matrimonio!!!! 🙂

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