Informarsi prima di partire, perché e come farlo

A meno che abbiate un tempo illimitato per visitare i paesi, informarsi sui luoghi prima di partire è, a mio avviso, fondamentale. Permette di costruirci aspettative veritiere, basate sulle nozioni acquisite preventivamente, sfogliando guide turistiche e leggendo articoli in rete.

Occorrerebbe conoscere la meta già in fase di organizzazione e di prenotazione del viaggio, per capire se fa realmente per noi, oppure no. Molte volte ci facciamo ingannare dalle fotografie, o dai racconti (pur sempre interessanti) di qualche amico, e presi dall’euforia, partiamo, per poi scoprire, una volta sul posto, che la realtà non corrisponde minimamente alle nostre aspettative. Ho incontrato parecchie persone a Nosy Be che si lamentavano del mare, cercando le spiagge come quelle di Nosy Iranja, un’isola molto bella, ma un’eccezione per gli standard paesaggistici malgasci. Quindi a questo punto il viaggio risulterà una delusione. Per evitarlo, filtrate ogni nozione secondo i vostri interessi, informatevi autonomamente e soprattutto meditate sul vostro stile di viaggio e su cosa state cercando.

Inoltre, informarsi prima di partire permette di essere “operativi” fin da subito. Durante il viaggio ogni minuto è prezioso e, almeno io, cerco di sfruttare il tempo nel migliore dei modi per conoscere e visitare il più possibile. Avere un minimo di nozioni nel bagaglio, non solo aiuta a diminuire quel sentimento di smarrimento e confusione che spesso ci assale appena mettiamo piede fuori dall’aeroporto, ma offre la possibilità di sapere già come muoversi: quale autobus prendere, come arrivare all’alloggio, che strade percorrere, dove cambiare il denaro ecc. . Ovviamente qualsiasi luogo non lo si conosce mai abbastanza finché non lo si vive, quindi un minimo di ambientamento è doveroso e credo sia positivo per alimentare la curiosità e l’interesse del viaggiatore.

Essere informati contribuisce anche al risparmio in termini economici. Non si prende il primo taxi che passa, non si va a mangiare nel primo ristorante che si incontra, non si cambia valuta nel primo ufficio sulla via e non si organizza la prima escursione che viene proposta, ma si cercano perspicacemente i posti già selezionati.

A Formentera, ad esempio, non avrei mai assaggiato l’ “ensaimada”, se non avessi letto preventivamente della sua esistenza…pensate cosa mi sarei persa!! E’ importante avere qualche conoscenza in più anche riguardo la cucina locale, in modo da sapere a grandi linee cosa si mangerà, le loro usanze e soprattutto cosa ordinare al ristorante. Partire dall’alimentazione è un buon trampolino di lancio per integrarsi e conoscere la cultura locale.

Una sera, al Casa Dani (la guest-house in cui alloggiavamo alle Seychelles), durante la cena a buffet, la signora di fianco a noi, appena arrivata, commentava negativamente il cibo, interrogandosi su cosa fossero le varie pietanze. Dopo averla incoraggiata ad assaggiare qualche piatto e spiegandole cosa fossero, mi ha letteralmente travolta di domande riguardo gli spostamenti sull’isola, cosa vedere, dove fossero le spiagge più belle, le escursioni ecc. . Non sapeva neanche da che parte fossimo sulla cartina. Naturalmente abbiamo cercato di rispondere in maniera esaustiva a tutti i suoi interrogativi, ma ovviamente quello che le abbiamo trasmesso, anche senza volere, riguardava i nostri gusti personalissimi. In questo modo, se il tempo a disposizione è limitato, finirete per sprecarne la metà cercando di capire le informazioni essenziali per iniziare l’avventura.

Dopo aver collocato la meta sul planisfero e aver raccolto qualche indicazione a riguardo (voli, budget, alloggi, transfer, clima, sicurezza), utilizzo i seguenti canali di informazioni:

  • Tripadvisor,
  • leggo i racconti di viaggio sul web, utilizzando “Turisti per caso” o “Zingarate”, ma spesso gli articoli sono un po’ datati,
  • per scambiare opinioni di viaggio, contatto tramite e-mail le persone che sono già state in quel luogo,
  • leggo la guida Lonly Planet,
  • guardo i filmati amatoriali su You Tube,
  • navigo con il supporto di Google Maps per ottimizzare l’orientamento in loco.

Scrivo sempre una lista dei principali luoghi di interesse, selezionati attentamente, prestando particolare attenzione anche agli orari di apertura di alcuni posti. Organizzo una bozza di viaggio, con l’itinerario giorno per giorno, allo scopo di sfruttare al meglio il tempo a disposizione e avere la certezza di non tralasciare nulla. Questo non preclude la possibilità di scoperta e di avventura e soprattutto non significa dover seguire per forza uno schema. Allo stesso tempo permette di avere sotto controllo le tappe del viaggio, lasciando anche ampio spazio per perdersi, perché disorientarsi e cambiare itinerari è il modo migliore per godersi la vacanza e apprendere quello che il paese ha da insegnarci.

Mi piace arrivare sul posto preparatissima e il più delle volte le persone locali mi hanno chiesto se c’ero già stata… A mio avviso sarebbe un grosso peccato scendere dall’aereo e gettarsi in balia dei ritmi del nuovo contesto, non conoscendo nulla. Oltre una predita di tempo, vi dovrete fidare di quello che vi racconteranno gli altri, oppure vi dovrete accontentare di quello che occasionalmente incontrerete lungo la strada, perdendovi magari le zone meno conosciute e più belle.

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