Bozza del nostro viaggio a BALI, organizzato, prenotato e mai partito…

Cercare di fermare un viaggiatore è come cercare di fermare un’onda nell’oceano. (Cit.)

Ebbene sì, la “tendenza” tristemente lanciata nel 2018, è stata quella di organizzare viaggi senza mai partire. Che disperazione e che rabbia!

Dopo essere stati costretti ad annullare un primo viaggio ad Exuma, che sicuramente riorganizzeremo nel 2019, abbiamo progettato tre settimane a Bali, ma anche per questo viaggio le circostanze ci hanno indotto a non partire.

Destino? Sfortuna? Fortuna? Chi lo sa…Fatto sta che disdire un viaggio è sempre deprimente, soprattutto dopo averlo pensato, progettato e curato per mesi nei minimi dettagli. Ma viaggiare, come per tutte le cose, comporta dei rischi e uno di questi è anche quello di non riuscire a partire.  Questa è l’altra faccia della medaglia, ma un vero viaggiatore non si perde mai d’animo e pone lo sguardo sempre avanti, puntando il dito sulla prossima meta. Fossero davvero solo questi i mali della vita…l’importante è fare sempre una buona assicurazione di viaggio ( Columbus assicurazione ) e soprattutto leggere attentamente ogni sua clausola.

L’oriente non ha mai attirato la nostra particolare curiosità, ma riuscendo a partire solo nel mese di agosto, abbiamo pensato fosse la soluzione migliore: clima ideale, budget limitato, facile da organizzare autonomamente e da non sottovalutare, la possibilità di fare un viaggio “like a local”.

L’indonesia ci ha permesso di suddividere il viaggio tra cultura a Bali e mare alle isole Gili, precisamente Gili Air e Gili Trawangan.

Risuonava però sempre il dubbio che il turismo di massa avesse un po’ spogliato questi luoghi delle loro connotazioni, chi lo sa, forse con il senno di poi, avremmo organizzato a Sulawesi o a Raja Ampat, che ci sembrano più selvagge e naturali.

Vorremmo condividere l’organizzazione del nostro itinerario di 18 giorni in Indonesia (dal 5 agosto 2018 al 24 agosto 2018), per scambiare consigli, punti di vista e considerazioni…d’altronde abbiamo un conto in sospeso e chissà che non ci venga voglia di riorganizzarlo…

Avremmo dovuto soggiornare a Ubud, situata nel cuore di Bali, per 8 notti, precisamente al “Titiwangsa Homestay” e da lì visitare ogni giorno un punto differente dell’isola.

Avevamo contattato direttamente dall’Italia una guida locale di nome Kisid Coco (lo si trova anche su facebook e lo si può contattare tramite il gruppo “gli amici di Coco“), dai messaggi che ci siamo scambiati e dal tipo di organizzazione, ci è sembrata una persona seria e competente, inoltre ha tantissimi feedback positivi!! Coco ci avrebbe portati in giro per quattro giorni tra templi, villaggi locali e cultura balinese:

1° giorno:  visita al “Tana Lot Temple”, “Ayun” e visita al “Tempio Uluwatu” al tramonto e lì avremmo visto la famosa “danza Kecak”, ovvero la danza del fuoco. Infine cena sulla spiaggia di Jimbaran.

2° giorno: danza Baron e danza Kriss, visita ad uno dei tre “Templi del villaggio di Batun“, visita al villaggio locale di Tegalalang (dove ci sono le risaie), visita al “vulcano Batur”, visita a “Tirta Empul”, “Udayana” e a fine giornata tappa alle grotte di Goa Gajah.

3° giornata dedicata alla visita del “Tempio Madre” (Besakih)

4° Visita ai templi di Batukaru,Jatiluwih, Ulun Danu Beratan, Tamblingan e Buyan.

Nella nostra bozza di viaggio a Bali, però, avevamo considerato di integrare autonomamente anche altre visite, come ad esempio: il mercato locale di Ubud (aperto fino alle 18,00), la “Monkey Forest” e le cascate Tegenungan, raggiungibili a bordo dei tuk tuk e infine una giornata a Padanbai a sud, oppure una visita alle “porte del paradiso” (Tempio di Lampuyang).

Siamo consapevoli che sarebbero state giornate intense, ricche di emozioni, curiosità e sveglia all’alba, ma ci saremmo poi rilassati alle isole Gili…

A Bali, abbiamo scelto consapevolmente di non dedicare neanche una giornata alla vita di mare, le spiagge del sud (Kuta, Jimbaran e Seminyak) ci sono sembrate, dalle fotografie sul web e dai racconti di altri viaggiatori, estremamente turistiche, finte e organizzate esclusivamente per feste e happy-hour. Secondo noi Bali va vissuta in termini culturali, integrandosi con quel poco che è rimasto di autentico.

Successivamente, ci saremmo spostati alle isole Gili, tramite la classica “fast boat” prenotata direttamente da Coco, la guida locale con cui avevamo preso i contatti.

Avremmo trascorso tre notti a Gili Air, precisamente al “Banana Cottage” e le restanti 5 notti a Gili Trawangan, all’ “Ozzy Cottage e Bungalows”, con la promessa di fare almeno un’escursione in giornata a Gili Meno.

Purtroppo tutto questo è rimasto solo sulla carta e spesso ci chiediamo come sarebbe stato questo viaggio… Prima di partire ricordo di avere detto:“sono sicura che questo sarà il viaggio più bello mai fatto prima”.

Avevamo prenotato i voli tramite il sito Expedia.it e avremmo dovuto volare con la compagnia finlandese “Finnair”, facendo scalo tecnico ad Helsinki e arrivo a Singapore. Da lì ci saremmo imbarcati sul volo “Air Asia” e saremmo finalmente arrivati a Denpasar il giorno successivo.

Gli alloggi, invece, li avevamo acquistati tramite il sito Booking.com , compresa la “notte cuscinetto” a Kuta, al ritorno dalle isole Gili, prima del volo per l’Italia.

I costi del viaggio che avevamo preventivato erano:

  • 1339 euro a persona per tutti i voli;
  • 65 euro a persona per l’alloggio di otto notti a Ubud (pernottamento e prima colazione);
  • 77 euro a persona per l’alloggio di tre notti a Gili Air (pernottamento e prima colazione);
  • 110  euro a persona per l’alloggio di cinque notti a Gili Trawangan (pernottamento e prima colazione);
  • 80 euro a persona di assicurazione “total risk” (stipulata on-line tramite Columbus Assicurazioni);
  • 40 euro circa a persona, per la fast boat, andata e ritorno;
  • Meno di 100 euro a persona, per i quattro giorni di tour completi con la guida locale a Bali.

Chissà che un giorno non ci venga voglia di riorganizzare un viaggio in Indonesia, magari modificando qualcosa e aggiungendo altre mete, come ad esempio l’Isola di Komodo, che per motivi logistici non avevamo incluso nel nostro itinerario.

Cosa ne pensate? Avete idee?  Suggerimenti?

Noi crediamo che l’Indonesia abbia tanto da offrire ad un vero viaggiatore!

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