COSA MI HA INSEGNATO NOSY BE

Ogni viaggio è diverso dall’altro, ci creiamo aspettative sui luoghi, programmiamo gli itinerari, ma ogni volta il viaggio ci stupisce e ci insegna qualcosa. Nosy Be mi ha permesso di assaporare la semplicità della vita.

Durante il soggiorno, spesso mi è capitato di fare un confronto tra il nostro e il loro stile di vita. Mi sono accorta che troppe volte, nel nostro paese, i ritmi e la “comodità” di non prendersi responsabilità ci complica la vita. Il benessere delle persone, la perenne insoddisfazione ingiustificata che aleggia nella società e le continue lamentele spesso gratuite, ci fanno dimenticare la ricchezza delle parole come altruismo, rispetto e uguaglianza. D’altro canto mi sono resa conto di quanto siamo fortunati a vivere in Italia ed apprezzo sempre di più tutto ciò che ho.

E’ diventato difficile per noi ragionare in modo semplice…

Pranzavamo su un’isola, abbiamo toccato il pesce con le mani e alla domanda “dove posso pulirmi le mani?”, la risposta è semplice “sciacquale in mare”. Ancora, alla domanda “c’è un bagno?”, la risposta è semplice “non c’è, vai dietro ad un cespuglio”. Una sera siamo tornati in albergo e abbiamo notato una grossa tartaruga in giardino. Abbiamo chiesto incuriositi a Bonifacio (il ragazzo della reception) cosa ci facesse lì una tartaruga e lui ci ha risposto semplicemente “ce l’avranno portata”…

…potrei fare altri mille esempi, era la loro normale quotidianità. Ho toccato con mano una realtà povera di soldi, ma ricca di vita. I bambini non hanno i giocattoli, ma sono sempre sorridenti e si divertono nelle vie del paese tra una corsa e l’altra, costruiscono macchinine con materiali di recupero e giocano con i copertoni delle ruote sulle spiagge, forse il lato umano di tutto questo noi l’abbiamo perso.

Inoltre ho avuto la conferma di un’idea e di una logica, che mi hanno spesso ripetuto le persone del posto: “non c’è motivo di avere paura dell’estraneo, se tu non fai del male, nessuno si difenderà da te”.

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