COME MUOVERSI A NOSY BE

Noleggio macchina? Noleggio scooter? Niente di tutto ciò…

L’isola è abbastanza piccola, le distanze non sono enormi e si arriva ovunque con estrema facilità. Inoltre, i punti clou da visitare e le spiagge più belle sono sul versante nord-occidentale, l’altra parte risulta boschiva e poco frequentata, quindi si esplora solo una parte dell’isola. Pertanto non è conveniente il noleggio di un mezzo proprio: le strade spesso non sono in ottimo stato, polverose e piene di buche. Solo la strada che collega i principali villaggi è asfaltata. Anche i mezzi, il più delle volte, non sono in buonissimo stato ed è frequente trovare ai bordi della strada auto in panne.

Allora qual è il modo migliore per girare l’isola in autonomia? Il taxi o ancora meglio i simpatici Tuk Tuk, che sfrecciano veloci e agili tra le vie di Nosy Be e con pochi Ariary (moneta locale) vi porteranno ovunque. Sono solitamente parcheggiati nella via principale di Ambatoloaka e ad Hell Ville, in attesa di qualche cliente. Noi ci siamo divertiti tantissimo con i tuk tuk, ci siamo inoltrati nelle strade più remote dei villaggi, entrando in totale sintonia con il contesto locale. A volte abbiamo condiviso il tragitto con qualche “amico” incontrato per strada, facendo la tratta l’uno sulle ginocchia all’altro, ammassati nel piccolo mezzo che altrimenti porterebbe solo due persone. I ragazzi che offrono il servizio dei tuk tuk sono molto disponibili: è capitato di chiedergli di fermarsi al supermercato prima di riaccompagnarci in albergo (Maicol doveva comprare l’acqua), oppure di tornarci a prendere ad un certo orario in una spiaggia, è sempre andato tutto bene….tranne una volta…..

Uno degli ultimi giorni decidiamo di trascorrerlo all’Andilana, nonché la spiaggia più bella di Nosy Be, situata a nord e a parte la spiaggia appunto, non c’è nulla, il primo paesino è a circa 8 chilometri. Scendiamo dal tuk tuk e ci accordiamo sull’orario di ritorno, ma questa volta “scherzetto”, il ragazzo non è tornato a prenderci all’orario stabilito e da quelle parti non passa proprio nessuno.

Mentre aspettavamo, credendo fosse solo in ritardo, abbiamo socializzato con un gruppo di locali che, saliti su un camion da lavoro, si dirigevano in direzione del nostro alloggio. Ci hanno offerto un passaggio, ma abbiamo declinato sperando che il nostro tuk tuk fosse comunque in arrivo. L’avessimo accettato quel passaggio, ci siamo resi conto ben presto che non ci sarebbero mai venuti a prendere. Così nella speranza di trovare qualche soluzione alternativa, ci siamo incamminati verso sud.

Dopo circa venti minuti di camminata, con tanto di borsa da spiaggia pesante, è passato un taxi-brousse, non li avevo mai visti prima, se non letto della loro presenza sulla guida Lonly Planet, che li descrive come i nostri autobus. Ecco, non è proprio così… Lo fermiamo, gli diciamo dove siamo diretti, pattuiamo il prezzo (1 euro) e ci fanno salire. E’ un furgoncino da 12 posti tutto “scassato” dove non c’era fisicamente posto per noi, ma si stringono tutti come sardine e continuiamo la corsa. Come se non bastasse, ogni volta che vedeva gente per strada in cerca di un passaggio si fermava per farli salire, il taxi-brousse funziona così, non ha fermate pre-determinate. Ad un certo punto eravamo veramente ammassati, non si chiudevano più neanche gli sportelli. Noi ovviamente gli unici bianchi. Che risate, quanto ci siamo divertiti, sembrava tutto così irreale.

Alla fine? Alla fine siamo riusciti a tornare ad Ambatoloaka, con un ora e mezzo di ritardo e con il sole ormai tramontato, ma con un’avventura in più da raccontare!

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