Abbiamo esplorato l’isola, tra risaie verdissime, colline dorate e grotte che sembrano custodire segreti mai svelati. Ci siamo incantati davanti alla bellezza delle sue spiagge. Abbiamo attraversato villaggi tradizionali e abbiamo assaporato la magia degli alberi che al tramonto sembrano danzare.
Sumba ci ha lasciati in silenzio; forse è proprio questo il modo più autentico per raccontarla.
I PRINCIPALI CENTRI ABITATI
A Sumba ci sono 2 centri abitati principali:
- Waingapu (a nord est)
- Tambolaka (a nord ovest)
Al loro interno non custodiscono particolarità, ma sono importanti punti di riferimento per organizzare un itinerario sull’isola. Inoltre, frequentare i paesi permette di entrare maggiormente in contatto con la quotidianità locale.
Condividiamo il nostro itinerario:
- 4 notti a Waingapu
- 3 notti a Waikabubak (questa cittadina di attraente ha ben poco, ma si è rivelata ottimale per visitare le spiagge del sud)
- 4 notti a Tambolaka
Perché ci piace frequentare i centri abitati? Per uscire la sera e consumare i pasti nei ristoranti locali, per trascorrere il tempo nei supermercati (e piccole botteghe), per avere altri servizi a portata di mano (come ATM e benzinai), per incontrare le persone, vivere i mercati locali e partecipare ad eventuali feste tradizionali.

LE SPIAGGE DI SUMBA
A Sumba le spiagge sembrano uscite da una cartolina: sabbia chiarissima, vegetazione alle spalle e un mare con sfumature incredibili.
Qui le onde sono una costante. La loro potenza dipende dalle maree. Alcune spiagge assumono peculiarità differenti in base ai diversi momenti della giornata.
Le spiagge di Sumba sono selvagge e spesso completamente deserte. La maggior parte delle volte non ci sono servizi, né stabilimenti balneari, solo la natura che modella il contesto a suo piacimento.
Le spiagge che abbiamo visitato:
PANTAI KAMBERA la nostra preferita. Qui il mare sembra essere più calmo. La vegetazione alle spalle permette di trascorrere giornate di relax, tra camminate lungo la spiaggia e riposo all’ombra di una palma.

PANTAI WALAIKIRI la famosa spiaggia degli alberi danzanti. All’ora del tramonto prende vita, dove decine di persone camminano nell’acqua per scattare la foto migliore. Qui sono presenti alcuni bar e warung.

PANTAI WATU BELAH considerata la più bella da molti abitanti di Sumba. Con l’alta marea diventa quasi inaccessibile, perché la potenza delle onde copre tutta la caletta. Quando il mare si ritira invece assume caratteristiche stupende. Per arrivare occorre attraversare un villaggio tradizionale. Gli abitanti vendono noci di cocco e chiedono il pagamento di una piccola somma di denaro per il parcheggio.

PANTAI MAROSI chilometri di spiaggia deserta. Quando il mare si ritira è frequentata dalle persone del posto; arrivano con i secchielli, per raccogliere ciò che il mare lascia scoperto (piccoli molluschi e alghe).

PANTAI KAVONA BUMI la migliore per trascorre un’intera giornata all’insegna del relax. È presente un piccolo bar che propone una scelta limitata di piatti indonesiani e frullati di frutta fresca. Il parcheggio è a pagamento.

WEEKURI LAGOON il luogo che più ci ha affascinati. Una piscina naturale, incastonata tra la scogliera e la vegetazione. Da un lato il mare aperto e dall’altro le acque calme del “lago”. È possibile fare il bagno, ma la vista più bella si ha percorrendo il perimetro a piedi. È un luogo frequentato sia dai viaggiatori, che dalle persone del posto. L’ingresso e il parcheggio sono a pagamento.

PANTAI KAROSO è la spiaggia di un lussuosissimo resort. Ciò che la caratterizza è il suo faro in prossimità del mare.

PANTAI RATENGGARO una lingua di sabbia nei pressi di un villaggio tradizionale. Gli abitanti chiedono il pagamento di una piccola somma di denaro, per l’accesso alla spiaggia e per il parcheggio.

PANTAI MANANGA ABA è la spiaggia del Mario Hotel & Cafe (liberamente accessibile a chiunque). Nasconde un non so che di abbandono (come Pantai Pero). È ottima per ammirare il tramonto.

I LUOGHI DELL’ENTROTERRA
Oltre alle spiagge, abbiamo esplorato alcuni dei paesaggi più caratteristici dell’isola:
WEE KACURA e WAIKALEO SAWA. Tra le risaie e i paesaggi verdissimi, si nascondono grotte e piccole cascate. Luoghi noti a Sumba, dove incontrare gli abitanti e osservare la loro quotidianità.

HILIWUKU HILL e le savane. C’è un po’ di Africa a Sumba. Savane incontaminate e colline che cambiano aspetto a seconda delle stagioni. Vale la pena dedicare mezza giornata a questi panorami; fanno dimenticare di essere su un’isola indonesiana.

I VILLAGGI MARAPU
Sumba è un’Indonesia diversa da quella che avevamo conosciuto fino’ora. Non c’è il richiamo alla preghiera dagli altoparlanti dei minareti, non ci sono i templi buddhisti e lungo le strade non ci sono le offerte Indù.
Tra il verde degli alberi e il marrone della terra, spuntano altissimi tetti in paglia; sono le case tradizionali, custodi di una cultura ancestrale ancora viva nella tradizione Marapu.

Oggi la maggior parte degli abitanti professa il cristianesimo, ma in molte comunità sopravvivono ancora pratiche, credenze e rituali legati al Marapu. Una convivenza tra credenze diverse che testimonia come la diversità possa incontrarsi, mescolarsi e creare qualcosa di meraviglioso.
La casa tradizionale si chiama Uma. Ha un forte significato spirituale: nella parte alta sono associati gli antenati (che proteggono da eventi maligni), mentre la parte terrena è quella abitata dalle persone e dagli animali.

A Sumba si pratica ancora la sepoltura nelle tombe megalitiche. Vengono collocate davanti o accanto alle abitazioni: vivi e morti continuano a condividere simbolicamente lo stesso spazio.

Il cavallo è uno dei simboli più importanti nella cultura Sumbanese. In determinati contesti, rappresenta ricchezza, prestigio e status sociale della famiglia. Non è raro incontrare ragazzi che camminano per strada, accompagnando il proprio cavallo con le briglie. Le savane di Sumba sono abitate da mandrie che corrono libere e brucano la vegetazione.

Tra i simboli di Sumba c’è anche il Mamuli, un ornamento a forma di “omega”. È legato alla simbologia tradizionale; viene utilizzato anche come oggetto rituale.
Lo si trova spesso raffigurato nell’ikat: il tessuto ottenuto attraverso una particolare tecnica di tintura e tessitura.
L’Ikat è diffuso in diverse parti dell’Indonesia, ma a Sumba i motivi raccontano la cultura, la storia e l’immaginario tradizionale dell’isola.

I villaggi che abbiamo visitato:
- Praijing (il più turistico, ma anche quello che racconta maggiormente la cultura e la spiritualità di Sumba)
- Ratenggaro (il più scenico, perché si trova in prossimità della spiaggia)
- Prailiu (caratteristico per la realizzazione e la vendita dell’ikat tradizionale)
Durante il nostro on the road sull’isola, ne abbiamo attraversati tanti altri di villaggi. Non siamo entrati per rispetto dei suoi abitanti; ci piace osservare, ascoltare, conoscere, ma non vogliamo contaminare la cultura locale.

GLI ABITANTI
Un giorno abbiamo forato una gomma della macchina a noleggio.
Eravamo fermi sul ciglio della strada per contattare il “Rental Car”e chiedere una ruota di scorta. Sono passati due ragazzi in scooter e si sono fermati. Hanno dedicato quasi 2 ore del loro tempo per aiutarci. Insieme a noi hanno smontato la gomma e in motorino l’abbiamo portata da un signore per ripararla.
Gesti che creano legami. E come sempre dai viaggi ci portiamo a casa qualcosa che va oltre i luoghi.

A Sumba abbiamo trascorso giornate lente, dove ogni tanto la quiete veniva interrotta da “mister” o “miss”. Erano le voci delle persone del posto, spesso bambini, che attiravano la nostra attenzione per un saluto, una fotografia o a volte per domandare denaro.
Nel mese di agosto è ancor più facile socializzare con gli abitanti; vengono organizzate diverse feste locali, tra cui il Carnevale. Il 17 agosto in Indonesia si celebra il giorno dell’Indipendenza. Per settimane i luoghi vengono adornati con bandiere, striscioni e colori; si organizzano eventi, concerti e parate (sia i giorni prima, che quelli successivi al 17 agosto). Abbiamo vissuto questa bellissima atmosfera sia a Sumba, che l’anno prima a Karimunjawa. Clicca QUI per conoscere la nostra esperienza.

A Sumba ci siamo spostati con una macchina a noleggio. Clicca QUI per conoscere l’organizzazione del nostro viaggio (noleggio della macchina, spostamenti, alloggi e pianificazione dell’itinerario).
Sumba: come abbiamo organizzato il nostro viaggio
Abbiamo raccontato tutto il viaggio nelle storie in evidenza di Instagram @ilmondodimarika
