WEEK END IN SICILIA: COSA VEDERE A CATANIA E DINTORNI IN TRE GIORNI

Se qualche mese fa mi avessero detto che avrei visitato parte della costa orientale della Sicilia in soli tre giorni, non ci avrei mai creduto.

Solo al pensiero, per noi emiliani, mi sembra impossibile andare in Sicilia in un week end.

Invece vi assicuro che è fattibilissimo, e abbiamo visto molte più cose di quel che credevamo.

Siamo partiti sabato mattina dall’aeroporto di Milano Malpensa e in poco più di un’ora e mezza eravamo a Catania; il tempo necessario per ritirare la macchina a noleggio (prenotata da casa) e alle 10,30 eravamo già operativi, “in missione” in terra sicula.

Per strada, tra una risata e l’altra, ci siamo ritrovati davanti al classico scenario da commedia italiana: la maggior parte della gente era senza il casco, in due sul motorino, macchine che passavano con il rosso e tutti che sorpassavano a destra e a sinistra, indistintamente.

Catania, grazie alla sua posizione geografica, è un ottimo punto di partenza per visitare anche le aree limitrofe, come ad esempio Taormina, Siracusa, Marzamemi ecc. .

Inoltre, è una buona base dove poter soggiornare, perché grazie alla presenza dell’aeroporto permette di ottimizzare il tempo a disposizione. E’ una grande città, quindi prevede tutti i comfort e i servizi necessari, come ad esempio, i ristoranti, i supermercati e le farmacie. Infine, offre una vasta scelta di alloggi, con un’ampia gamma di budget.

Noi consigliamo il B&B Etna Suite: posizione centralissima, ottimo servizio, cordialità, camere pulite e ben arredate e… super colazione!

B&B Etna Suite – Catania

Catania è sicuramente un buon trampolino di lancio per esplorare la zona, ma sosteniamo con fermezza che meriti assolutamente una visita.

Infatti, è proprio qui che siamo riusciti a percepire e ad intravvedere qualche traccia della straordinaria tradizione sicula.

Passeggiando per le vie di Catania, è ben visibile un’antica influenza araba, dove nella Piazza del Duomo (la piazza principale) sorge la fontana dell’elefante.

Questo animale che vive nei paesi caldi, infatti, pare essere il simbolo della città, dove in passato, fonte qualche leggenda, veniva evocato come protezione contro le eruzioni dell’Etna.

Catania

Vicino a Piazza del Duomo, non lasciatevi scappare una visita all’antica “piscaria”, ovvero il mercato del pesce, aperto ogni mattina, eccetto la domenica.

E’ stato per noi l’evento più folkloristico al quale abbiamo assistito, riscoprendo quel lato della Sicilia che ci immaginavamo e speravamo di trovare.

È una passeggiata multisensoriale tra i numerosissimi banchi del pesce (e non solo), che inizia all’interno di una piazzola, giù dalle scale della Fontana dei Sette Canali, per poi attraversare un volto, fino a diramarsi tra i vicoli di via Gisira, la famosa strada caratterizzata dalla presenza di ombrelli colorati, che fungono armoniosamente da soffitto a cielo aperto.

Via Gisira – Catania

A Catania abbiamo camminato per le vie del centro, lasciandoci sorprendere dalla bellezza dei luoghi, dall’architettura degli edifici, dalle vetrine dei negozi sfarzosi, dalle numerosissime pasticcerie e dalla sua eccellente tradizione culinaria.

Adoro girare per una città sconosciuta senza una meta, osservare ogni angolo, sentirne i profumi, guardare le persone che incontro e cercare la giusta inquadratura per immortalare momenti unici.

ACI TREZZA, ACI CASTELLO E ACI REALE

Sono tre paesini minuscoli, a circa mezz’ora di macchina da Catania.

Per darvi un’idea del tempo e delle dimensioni; noi li abbiamo visitati tutti e tre in un pomeriggio, fermandoci ad Aci Reale per il pranzo.

Se devo essere sincera, non mi hanno entusiasmato particolarmente, anche perché non ho trovato nulla di estremamente caratteristico.

Si tratta di piccoli centri abitati, dislocati direttamente sul litorale; forse la loro bellezza risiede proprio nella loro vicinanza al mare, il quale rende sempre ogni cosa più incantevole.

Aci Trezza

Dei tre, quello che mi è piaciuto di più è Aci Trezza e non solo perché qui ho mangiato la mia prima granita siciliana.

Infatti, in questo minuscolo paesino, proprio di fronte al porticciolo, sorgono alcuni faraglioni, chiamati “isole dei ciclopi”, dove un’antica leggenda narra siano pietre scagliate da Polifemo contro Ulisse.

A volte basta un semplice racconto per valorizzare un luogo, una storia misteriosa, inventata a suo conto, che ha la capacità di travisare la realtà, rendendola molto più interessante e ricca di senso.

Mentre camminavo quà e là, tra i porticcioli di questi mini-paesi, la mia attenzione è ricaduta immediatamente sulle loro piccole imbarcazioni colorate.

Vederle attraccate al porto, oppure tutte vicine, sistemate sulla rampa di salita, era come osservare un quadro; uno spettacolo…

…E la prima cosa che ho detto quando sono tornata a casa, è stata: “mi sono innamorata delle loro barchette tipiche tutte colorate!”.

Aci Trezza

MARZAMEMI

Non me la sarei persa per niente al mondo; quando ho saputo che saremmo andati a Catania, il mio pensiero è ricaduto subito su Marzamemi.

Si tratta di un antico paese di pescatori, una frazione del Comune di Pachino, a sud, più o meno dove il Mar Ionio incontra il Mar Mediterraneo (Porto Palo di Capo Passero).

Marzamemi, in passato, non era altro che un’antica tonnara, una delle più importanti di tutta la Sicilia.

Da qualche anno, questo paese, è diventato un’imperdibile tappa turistica, grazie alla presenza di ristorantini tipici arredati con estrema cura.

Marzamemi

Marzamemi è piccolissima e, al di là della piazza principale (Piazza Regina Margherita), non c’è molto altro da vedere.

Quello che attrae, secondo me, sono gli angoli estremamente caratteristici: i colori dei localini, gli edifici in mattone, le tonalità pastello e quell’atmosfera marittima che dona sempre quel tocco in più.

E’ difficile descrivere Marzamemi a parole, credo vada vissuta e assaporata in ogni suo dettaglio, perché qui, sono proprio i particolari che fanno da padroni.

Marzamemi

Concedetevi un po’ di tempo per passeggiare sulla spiaggia, sul retro della piazza; ad ottobre c’era pochissima gente e osservare il mare, facendoci scaldare dai raggi del sole, è stato per noi un momento di pace e di relax. 

ORTIGIA

Lo sapevate che Ortigia è un’isola?

Io non lo sapevo e l’idea mi ha attratta ancor di più.

Ortigia è il cuore più antico di Siracusa, il suo centro storico più popolare e turistico.

La si raggiunge a piedi, attraversando l’elegante ponte che la collega alla terra ferma.

E’ possibile raggiungerla anche in macchina, ma è ZTL, dunque per evitare spiacevoli sorprese, consigliamo di parcheggiare in una delle tante vie prima del ponte e proseguire a piedi.

Ortigia

L’isola è piccolissima e la si visita tranquillamente in 2 o 3 ore.

Al suo interno sorge un piccolo borgo, dove i vicoli, colmi di negozi e bar, conducono inizialmente al Duomo, fino a raggiungere una romantica terrazza a picco sul mare.

Se si percorre la passeggiata, sul perimetro della scogliera, si arriva al castello Maniace.

Castello Maniace – Ortigia

TAORMINA

Passeggiare tra le vie di Taormina, si è rivelato ben oltre le mie aspettative.

Insieme a Marzamemi, sono stati i luoghi che mi sono piaciuti di più, in questa nostra piccola toccata e fuga in Sicilia.

Abbiamo camminato lungo la via principale, fino al Teatro Antico, che merita sicuramente una visita. Non siamo grandi amanti dei siti archeologici, architettura e arte, ma questa volta abbiamo deciso di visitarlo e ne è valsa la pena.

Teatro Antico – Taormina

Ciò che mi è piaciuto di Taormina sono sicuramente i vicoli strettissimi, che si diramano a destra e a sinistra dalla via principale, valorizzati e adornati da negozi e localini.

Le piccole botteghe di souvenir sono il vero punto forte del centro di Taormina, che con le loro vetrine coloratissime, i vasi tipici e i prodotti locali, offrono quel tocco in più alla città.

Taormina

Proprio qui ho scoperto che la pigna, per loro, è un simbolo porta fortuna.

UNA MATTINA SULL’ETNA

Non ero mai stata su un vulcano prima d’ora, ed ecco un altro sogno che si avvera!

Etna – 2500 m

Visto il poco tempo a disposizione, non sapevamo se saremmo riusciti ad avvicinarci all’Etna; non sapevamo neppure se fosse possibile salire in autonomia, oppure se fosse obbligatorio prendere parte ad un tour guidato; eravamo all’oscuro anche su abbigliamento tecnico e temperature climatiche lassù, ma quella mattina ci siamo svegliati con la voglia di andare sul vulcano e senza informarci troppo ci siamo messi alla guida.

Da Catania, man mano ci si avvicina alla “montagna”, il paesaggio cambia drasticamente e anche le temperature…

Abbiamo scoperto i numerosi castagneti ai piedi del vulcano e di lì a poco ci siamo ritrovati a guidare in mezzo alla roccia nerissima.

Un paesaggio pazzesco, cupo, scuro, caratterizzato oltretutto da nebbia e cielo coperto.

Dopo circa un’ora di macchina, siamo giunti al Rifugio Sapienza, dove abbiamo parcheggiato l’auto.

C’era un freddo allucinante e noi eravamo vestiti solo con felpa e giacchino di pelle, ma quando la curiosità è troppa e la voglia di avventura scorre già dentro le vene, non c’è nulla che ci possa fermare.

In prossimità del Rifugio Sapienza troverete molte agenzie turistiche che vi proporranno trekking guidati, gite in quad e tanto altro, ma noi abbiamo preferito salire con la funivia.

Il costo è di 30 euro a testa (andata e ritorno compresi): si parte dal Rifugio Sapienza e si arriva a quota 2500 metri di altezza. Lì, pagando un supplemento, si potrà salire ancora di più, vicino al cratere, ma il nostro biglietto non lo comprendeva e la nostra corsa è terminata a 2500 metri.

Ci saranno stati 3 – 4 gradi e ricordo solo il freddo che ho patito.

Etna

Purtroppo la vista al panorama era limitata, a causa della fitta nebbia che copriva tutto sotto i nostri piedi. Eravamo letteralmente su un paesaggio lunare, travolti dal nero della lava e dal grigio delle nuvole che si muovevano veloci a bassa quota.

Un’esperienza unica.

QUALCHE CONSIGLIO SUI RISTORANTI

Un viaggio in Sicilia è prima di tutto un tour gastronomico!

Mi sarei fermata ad assaggiare qualcosa ad ogni ora del giorno: arancini, cannoli, cassata, dolcetti alla pasta di mandorle, granita e “brioscia”, panelle, sarde alla beccafico e la lista potrebbe continuare ancora molto.

A Catania consigliamo una cena al ristorante “Il Borgo di Federico”, per la qualità dei piatti, la varietà del menù, i prezzi economici e la distesina all’aperto molto graziosa.

Se siete nei paraggi, e vi piace l’idea del cosiddetto “pranzo sul mare”, consigliamo il “Sunset Beach” precisamente a Noto. Noi ci trovavamo per strada, nel viaggio da Marzamemi ad Ortigia, e abbiamo scelto di pranzare lì, scoprendo che ad ottobre c’è ancora gente negli stabilimenti balneari, che meraviglia!

A Taormina consigliamo “L’Arco”, ideale per take-away o pranzi veloci.

Taormina

La granita più buona l’abbiamo mangiata ad Aci Trezza, al “Café Gran Soler”. Scegliete pistacchio e mandorla, una bontà.

Infine, per una buona colazione andate da “Spinella”, sulla via principale a Catania. Qui ho mangiato il mio primo cannolo siciliano, appena arrivata in città.

Siamo sempre più convinti che il cibo, durante un viaggio, sia un elemento di straordinaria importanza, poiché permette di avvicinarci ancor di più agli usi e ai costumi della gente del posto.

Catania

Durante questi momenti, di contatto con le persone, abbiamo avuto l’onore di ascoltare il dialetto siciliano (o comunque un accento strettissimo), davvero incomprensibile per noi, ma affascinati e incantati da quelle sonorità.

DETTAGLI DI VIAGGIO

Volo: Easyjet

Alloggio: B&B Etna Suite – Catania

Noleggio Auto: Noleggiare.it (sede aeroporto di Catania)

Itinerario di viaggio:

1° giorno – Catania, Aci Reale, Aci Trezza, Aci Castello;

2° giorno – Marzamemi, Ortigia;

3° giorno – Etna, Taormina.

Siamo ripartiti lunedì 19 ottobre 2020, alle otto di sera dall’aeroporto di Catania, ho salutato la Sicilia dal finestrino dell’aereo, con la promessa di ritornare, magari per un altro week end, visitando la costa opposta, con base a Trapani. Chissà…

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