“Il viaggio sa sempre dove portarti, se glielo permetti” Cit.
N. è stato il nostro vicino di posto in aereo all’andata. Tornava in Sri Lanka dopo 2 anni (per 2 anni non ha visto la sua famiglia e le sue figlie). Ci siamo conosciuti subito con un bel sorriso. Eravamo contenti di avere lui come vicino. Abbiamo chiacchierato tanto e siamo stati insieme durante il tempo dello scalo in Kuwait. Ci piaceva il suo modo di fare e la sua educazione. Ci siamo scambiati il numero con la promessa di vederci quando saremmo stati nella sua zona.
Le promesse vanno mantenute e un giorno ci è arrivato l’invito a pranzo a casa sua, con la sua famiglia.
Abbiamo accettato subito, senza sé e senza ma; perché sapevamo che lui quel gesto lo stava facendo con il cuore e a noi faceva davvero piacere trascorrere del tempo con lui e la sua splendida famiglia.
Quel giorno ci é venuto a prendere in paese e ci ha fatto strada verso casa sua (lui in scooter e noi in macchina).
Siamo arrivati in una casa bellissima; ben arredata, luminosa, con un bel giardino e una tavola apparecchiata con cura. Ad accoglierci c’era sua moglie e le sue figlie, che con fare timido, ma onesto ci hanno salutati con felicità.
Abbiamo portato un piccolo pensiero, un gesto minimo per ringraziare dell’ospitalità.
Mentre cuoceva il riso, abbiamo guardato l’album del loro matrimonio e constatato che poi le nostre culture non sono così diverse.
Lui e la sua famiglia hanno iniziato a portare in tavola tantissimi piatti locali, non hanno voluto che li aiutassimo. Noi eravamo semplicemente senza parole, con gli occhi pieni di gratitudine.

I sapori caserecci e la cura con cui hanno preparato tutto risaltava ogni sapore. Addirittura si era ricordato che in aereo gli avevo detto che avrei voluto assaggiare un loro piatto e si è preoccupato di farmelo trovare in tavola. Abbiamo mangiato letteralmente fino a scoppiare, tra risate, racconti e ricette.
Non ha fatto nulla di eclatante, eppure in un mondo fatto di sfiducia e disumanità, questa famiglia ci ha restituito tutto l’amore.

Voi avreste invitato a casa vostra due perfetti sconosciuti incontrati in aereo? Noi forse no, eppure dovremmo iniziare a farlo tutti! Grazie N. per averci dato un bellissimo insegnamento di vita. Ci vediamo in Italia!
Ci sono viaggi dove si torna con la gallery piena di foto di paesaggi, e va bene così; poi ci sono viaggi invece, dove la popolazione e gli incontri sovrastano tutto e quando se ne parla l’occhio diventerà sempre un po’ lucido.
Lo Sri Lanka é uno di questi.
Mi sono innamorata dei modi di fare della popolazione cingalese. Non c’è apparenza, non ci sono gesti plateali, non c’è insistenza; c’è dignità, fiducia, umiltà, dolcezza.

Ho stretto la mano a chi la disperazione l’ha vista sul serio (a causa del ciclone Ditwah), eppure crede ancora nei gesti gentili.
Ho incrociato sguardi pieni di tristezza, ma le labbra raccontavano e sorridevano con dignità.
Ho assistito a reazioni garbate, anche per strada, anche quando l’altro sbaglia.
Ho visto gente fermarsi per aiutare qualcuno a cui non parte la moto, (o che sta trasportando a mano qualcosa di pesante).
Ho percepito un gran rispetto per ogni forma di essere vivente.
Ho toccato con mano la correttezza: quando ci siamo sbagliati a pagare una cena, dando molti più soldi senza accorgercene, ma il cameriere è tornato indietro restituendoci tutto quello che ci spettava.
Ho incontrato una popolazione che rispetta l’ambiente e sí, in Sri Lanka fanno la raccolta differenziata!
Ho ricevuto sorrisi, accoglienza e gentilezza, sia nelle zone turistiche che non. D’altro canto, a volte, ho visto la violenza e disumanità di un turismo tutt’altro che etico.
Un Grazie al popolo cingalese, perché il vostro modo di essere contribuisce a rendere il mondo un posto migliore, dovremmo tutti prendere esempio!
