NOSY IRANJA DA MILLE E UNA NOTTE!

Non potevamo chiedere di più. Un’esperienza improvvisata e frutto di un “barattato” con un tour sulla Grande Terra. Abbiamo pensato che per visitare un minimo il Madagascar servisse almeno una settimana, pochi giorni non gli avrebbero reso giustizia, quindi siamo partiti due giorni per Nosy Iranja. Scelta azzeccatissima, la ciliegina sulla torta di un viaggio già spettacolare.

L’isola non ha bisogno di presentazioni, il mare è da cartolina e il villaggio offre il giusto coinvolgimento con la cultura locale.

Quando ci hanno accompagnato nella nostra capanna in riva al mare siamo rimasti senza parole, sembrava un sogno. Spartanissima, senza bagno, umida, ma eravamo lì in riva al mare, nel loro mondo e quello bastava. Eravamo solo otto “vazha” (bianchi) e al tramonto ci hanno portati dall’altra parte dell’isola, raggiungibile a piedi, per vedere la schiusa delle uova di tartaruga. L’emozione era fortissima e mi batteva forte il cuore.

Dopo esserci lavati, in un bagno barcollante sopra un albero, illuminati solo dalla luce della nostra torcia, ci siamo preparati per la cena e…sorpresa: ospiti di una famiglia malgascia che ci ha accolti con un falò sulla spiaggia che illuminava il buio fittissimo e un ricco banchetto con i sapori della loro cucina. Che magia, che atmosfera, che semplicità!! Solo il fuoco, il fruscio delle palme con il vento, il rumore delle onde del mare, i granchietti qua e là che saltavano fuori dalla sabbia e tante chiacchiere con gli altri amici e i locals. Un’esperienza unica e viva che non dimenticherò mai.

E il prezzo? 100 euro a testa, che hanno compreso: l’intera giornata sull’isola (compreso il pranzo), guida per l’osservazione delle tartarughe, pernottamento e cena, seconda giornata sull’isola (comprensiva del pasto), trasferimento andata e ritorno in barca veloce e al rientro, tappa sull’isola dei lemuri (Nosy Antshoa)!!!

Aneddoto… durante la nottata trascorsa nella capanna in riva al mare ho dormito pochissimo, l’emozione di essere lì, l’umidità della salsedine che era davvero tanta e l’attesa ansiosa del biologo che ci aveva detto che qualora avesse avvistato una tartaruga marina deporre le uova, ci avrebbe svegliati, ma così non è stato. Comunque… nel bel mezzo della notte mi sono alzata per andare in bagno, munita di torcia elettrica, esco dalla capanna e mi dirigo verso il “bagno sull’albero”, quando intravvedo sul gradino in alto un serpente arancione arrotolato…senza troppi ripensamenti ho deciso di tenere la pipì… Mi sono sentita realmente “into the wild“! In realtà ci hanno spiegato che a Nosy Be non esistono serpenti velenosi, ma fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, perciò ho preferito tornare indietro! Sono solo dispiaciuta di non avere avuto con me la macchina fotografica.

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