LA SPIAGGIA DI SHARM EL SHEIK

Sharm El Sheik è la classica meta da villaggio vacanze. L’unica scelta da fare riguarda il resort in cui alloggiare. Forse per la scarsa sicurezza nel paese, forse la zona non offre molti centri di interesse, forse siamo arrivati sul luogo poco preparati, ma in sette giorni non abbiamo mai avuto la possibilità di uscire dal villaggio turistico. La cosa mi consola ascoltando i racconti di viaggio di altre persone, che l’hanno vissuta allo stesso modo. Qui funziona così, solo alberghi “all inclusive”, con annesse le loro spiagge. Perciò in questo articolo parliamo di spiaggia, al singolare, perché posso raccontarvi solo quella del nostro hotel: “Amphoras Resort”.

La costa di Sharm El Sheik è piuttosto frastagliata e crea delle piccole baie balneabili. Dove eravamo noi non c’è sabbia e si cammina sui sassolini. Le scarpette da scoglio sono indispensabili. Si sa, l’Egitto vanta della sua splendida barriera corallina. In certe zone, però, i coralli sono vicinissimi a riva e non potendo essere calpestati (giustamente), è vietato fare il bagno nella zona circoscritta dalle boe. In questo caso dovrete accontentarvi del bagnasciuga, perché più avanti non si può andare. L’alternativa è tuffarsi dalla passerella apposita, che permette alle persone di fare un bagno, al di là della barriera corallina. Qui l’acqua è profonda, le sue tonalità si tingono di blu e il mare è ovviamente più increspato, si può sfruttare l’occasione per fare snorkeling con maschera e boccaglio. Quindi fate attenzione sulla scelta del resort, soprattutto al momento della prenotazione informatevi bene sulla spiaggia. Noi lo sapevamo fin da subito che non avremmo potuto fare il bagno in riva, ma sapendo nuotare non ci siamo posti il problema.

A luglio l’acqua del mare era caldissima. Le temperature esterne toccavano i 40 gradi e non trovavamo refrigerio neanche in acqua. Sapevamo ci sarebbe stato molto caldo durante la nostra estate, ma siamo partiti lo stesso, a noi non dà da fare più di tanto, soffriamo di più il freddo… Pensate che era il periodo del Ramadam, il personale dell’Amphoras non mangiava e soprattutto non beveva durante l’arco giornata, mi chiedevo come facessero a lavorare, a digiuno, con un caldo simile. Eravamo ospiti a casa loro e abbiamo sempre rispettato la loro cultura.

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