SEYCHELLES FAI DA TE, SI PUO’!

Ero alla ricerca di una meta esotica, ho sempre avuto un debole per la zona caribica, ma potendo viaggiare solo nel mese di luglio, ho preferito puntare il mirino sull’Oceano Indiano.

Maldive? no, troppo lussuose…

Mauritius? non mi ispirano…

Seychelles? Si…potrebbero fare il caso nostro. Hanno attirato il mio interesse e la mia curiosità fin da subito.

Ho iniziato ad esplorare l’arcipelago tramite Google maps, racconti di viaggio, blog e quant’altro. Mi sono interrogata su quali fossero le isole abitabili, cosa potessero offrire, come poter girare per esplorare il più possibile, la loro dimensione, come suddividere l’eventuale itinerario, il costo della vita ecc.. Mi sono informata anche presso le agenzie di viaggio, facendomi dare cataloghi e depliant a riguardo.

Inizialmente avevo qualche perplessità sul lato economico, credevo fosse troppo elevato e d’altra parte non volevo organizzare il classico viaggio all’interno di quattro mura d’albergo. Ho iniziato a cercare soluzioni alternative, senza spendere una fortuna e percorrendo i terreni meno battuti dal turismo di massa. Quando mi fisso su una determinata meta non c’è nulla che possa farmi cambiare idea, non mi demoralizzo davanti ai prezzi troppo alti e continuo a cercare finché riesco a raggiungere il mio obiettivo.

Finora non conoscevo la parola “guesthouse”, ma leggendola mi ha subito incuriosita. Sono sistemazioni a conduzione famigliare, di proprietà della gente del luogo. La maggior parte delle volte sono appartamenti dotati di cucina interna. Oltre ad avere un prezzo di gran lunga inferiore agli standard turistici, permettono di vivere “like a locals”, come piace a me. Sono bastati un paio di giorni di ricerche intense sul web, per trovare quella che faceva per noi: “Casadani Guesthouse” (per maggiori informazioni sull’alloggio clicca QUI ). E’ di proprietà di un signore seicellese, ma uno dei gestori è nostro concittadino italiano, tra l’altro di Reggio Emilia, dunque al momento della prenotazione ci siamo precipitati da lui di persona. Offre la stessa sistemazione in due isole diverse: Mahé e La Digue (a Praslin, nel 2015 era in costruzione, adesso si può soggiornare anche lì).

Una volta stabilito l’itinerario e l’alloggio, abbiamo prenotato i voli tramite il sito “Edreams”. Abbiamo scelto di volare con Emirates, facendo scalo tecnico a Dubai. Volendo, con la compagnia aerea “Ethiopian airlines”, avremmo risparmiato parecchio, ma non ci sentivamo sicuri a fare scalo in Etiopia e quindi abbiamo preferito volare con gli Emirati. Solitamente acquistando il biglietto direttamente dalla compagnia aerea interessata costa meno, ma questa volta ci conveniva prenotare tramite il sito Edreams. Abbiamo progettato tutto nel mese di dicembre per luglio, quindi con largo anticipo.

Successivamente ci siamo informati su tutto il resto: auto a noleggio per l’isola di Mahe, noleggio delle biciclette a La Digue, eventuali escursioni giornaliere e soprattutto il trasferimento in traghetto tra le due isole, prenotato dall’Italia con la “Cat Cocos” e pagato in loco.

Avendo organizzato tutto con parecchio anticipo, ho avuto il tempo necessario per approfondire ogni dettaglio. Spendere il mio tempo libero per “studiare” la meta che andrò a visitare mi dà un’emozione incredibile: in un certo senso mi sembra di accorciare il gap infinito tra il momento della prenotazione e il giorno della partenza, cresce in maniera esponenziale la voglia di partire e di conoscere, ma soprattutto documentarsi prima del viaggio, permette di arrivare sul posto preparati, con un minimo di nozioni per esplorare il più possibile il luogo.

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