Il Botswana non si visita, si percorre e sono proprio le sue strade a renderlo un viaggio indimenticabile.
Questa è probabilmente la parte centrale del nostro viaggio.
Fare un self drive in Botswana significa trascorrere la maggior parte del tempo in macchina, attraversare strade asfaltate apparentemente infinite e soprattutto affrontare per chilometri piste di sabbia, buche e acqua.
È una parte del viaggio che va presa seriamente, perché guidare in Botswana non è come affrontare un normale on the road.
In 2 settimane abbiamo percorso circa 2.800 km, di cui circa 2.000 km completamente off road.
DOVE ABBIAMO NOLEGGIATO LA MACCHINA?
Da Britz 4X4 Rentals, una compagnia sudafricana specializzata nel noleggio di veicoli per viaggi autonomi nell’Africa australe, con sede a Maun.
Abbiamo noleggiato un Toyota Hilux, che per il nostro itinerario si è rivelato fondamentale.
Il noleggio dell’auto rappresenta una delle spese principali di un viaggio in Botswana. Dopo molte ricerche, abbiamo trovato una tariffa veramente conveniente rispetto alla media: 1.800€ per 2 settimane, comprensivi della copertura assicurativa completa e cella frigo.

QUALE MACCHINA SERVE PER UN SELF DRIVE IN BOTSWANA?
Per affrontare un viaggio come il nostro, la macchina dovrebbe avere alcune caratteristiche fondamentali:
- trazione integrale 4×4
- assetto rialzato
- preferibilmente pneumatici tassellati
- due pneumatici di scorta
- kit per la riparazione delle gomme
- compressore
- attrezzatura necessaria per cambiare uno pneumatico
- pala per scavare nella sabbia in caso di “insabbiamento”
- doppio serbatoio del carburante
- una buona assicurazione che copra eventuali danni al veicolo
Le stazioni di servizio si trovano principalmente nelle maggiori località abitate. Nelle zone come il Chobe e il Moremi, si trascorrono giorni senza incontrare nulla. Per questo bisogna sempre partire con una quantità di carburante sufficiente e avere un’adeguata riserva. A luglio 2026 il costo della benzina era circa 18 pula (1,20 euro) al litro.
LE STRADE DEL BOTSWANA
I principali collegamenti tra le cittadine come Maun, Gweta, Nata e Kasane, sono asfaltati.
Sono strade molto lunghe e dritte, con pochissimo traffico. A prima vista sembrerebbero semplicissime da percorrere. Il vero problema sono le buche improvvise. Durante la stagione delle piogge, l’acqua provoca buche profonde, difficili da individuare per tempo. Il rischio di danneggiare uno pneumatico è concreto. Ci siamo ritrovati spesso a fare lo slalom tra le buche. Occorre mantenere una velocità moderata, prestando attenzione anche quando la strada sembra completamente libera.
Un giorno abbiamo incontrato una coppia del posto ferma sul ciglio della strada. Ci siamo fermati per chiedere:“it’s all good?”. La loro macchina aveva entrambe le gomme scoppiate, proprio a causa delle buche. Ci hanno chiesto un passaggio per circa 40 km, fino a Maun, che era anche la nostra destinazione.
In Botswana, dove le strade sono poco trafficate, è consuetudine fermarsi a chiedere se va tutto bene quando si vede un’auto in difficoltà.

Il vero Botswana è l’off road. Appena finisce l’asfalto inizia il vero viaggio. Gran parte del percorso che abbiamo affrontato è stato completamente off road.
Le piste del Nxai Pan National Park e del Chobe National Park sono prevalentemente sabbiose (e in alcuni tratti la sabbia è davvero molto profonda). Nella Moremi Game Reserve invece abbiamo trovato sabbia generalmente più battuta, ma il problema era spesso rappresentato dall’acqua: alcune piste erano allagate o addirittura impraticabili.
Non esiste quindi una vera “strada”, ci sono piste, tracce lasciate dalle altre auto, solchi profondi e bisogna scegliere con attenzione dove passare.

OCCORRE UNA BUONA ESPERIENZA NELLA GUIDA IN FUORISTRADA
Fare un self drive in Botswana (in autonomia) significa sentirsela davvero. Non è sufficiente avere una macchina 4×4: bisogna anche avere dimestichezza con la guida su terreni difficili e sapere come comportarsi quando la macchina perde aderenza.
Il rischio più comune è quello di rimanere “insabbiati“: se ci si ferma nel punto sbagliato, tirare fuori la macchina dalla sabbia può diventare complicato.
Un altro rischio è quello di rimanere “spanciati”, cioè con il fondo della macchina appoggiato sulle profonde canalizzazioni create dal passaggio delle altre auto.
Occorre anche saper cambiare/riparare una gomma, con le piste così sconnesse è facile provocare danni al veicolo.
È un viaggio impegnativo anche fisicamente. Non si tratta semplicemente di stare seduti in macchina; le continue variazioni del terreno, i sobbalzi e i passaggi sulla sabbia tengono il corpo costantemente in tensione. A questo si aggiunge il fatto che, per sfruttare al meglio le ore di maggiore attività degli animali, ci si alza quasi ogni mattina prima dell’alba.
Sveglia presto, intere giornate alla guida, piste difficili e attenzione costante.
Per noi è avventura e adrenalina, ma non per tutti.

Per un viaggio di questo tipo sarebbe meglio viaggiare in gruppo (con più veicoli); se una macchina rimane “insabbiata”, ha un problema meccanico o fora uno pneumatico, avere un’altra auto con sé può fare la differenza.
Abbiamo percorso tutto l’itinerario da soli e per questo abbiamo deciso di noleggiare un telefono satellitare tramite Sat4Rent, che ce lo ha consegnato direttamente presso il nostro autonoleggio. Non abbiamo avuto bisogno di utilizzarlo, ma sapere di averlo ci ha fatto vivere il viaggio con più tranquillità.
Una mattina, ad un gate del Chobe, un ranger ci ha raccontato che stavano cercando una macchina che da giorni non usciva dal parco. In un territorio così vasto e remoto, ci siamo resi conto ancora di più di quanto sia importante non sottovalutare le distanze e la propria sicurezza.
COME ORIENTARSI IN BOTSWANA?
Non bisogna fare troppo affidamento a Google Maps.
In molte zone del Botswana le piste non sono tracciate, oppure non sono presenti sulle mappe.
Inoltre, durante gran parte del percorso si guida offline, senza alcuna connessione Internet.
È quindi fondamentale scaricare preventivamente le mappe e prepararsi bene l’itinerario.
Molti viaggiatori consigliano di utilizzare Tracks4Africa; un servizio/mappe particolarmente conosciuto per la navigazione nell’Africa australe. Personalmente non lo abbiamo utilizzato.
Abbiamo invece trascorso mesi a studiare le cartine, soprattutto quelle di Google, cercando di individuare e di memorizzare le varie piste, i punti di passaggio e i percorsi da seguire. È stato un lavoro quasi maniacale, ma durante il viaggio ci è servito.

ANCHE IL CIBO VA ORGANIZZATO
Prima di partire abbiamo fatto grandi scorte di cibo, sia a Kasane che a Maun.
Abbiamo acquistato sopratutto alimenti a lunga conservazione (cibo in scatola) e litri d’acqua. Per questo abbiamo aggiunto la cella frigo alla nostra macchina.
Un consiglio che può sembrare banale, ma che per noi si è rivelato fondamentale: sistemate molto bene tutto quello che trasportate in macchina, perché le piste sono talmente sconnesse che durante la guida in fuoristrada può rompersi qualsiasi cosa.
A noi si sono bucati 4 “boccioni” d’acqua (da 5L ciascuno); per fortuna avevamo previsto delle scorte e non abbiamo avuto problemi.

RIFAREMMO IL BOTSWANA IN SELF DRIVE?
Assolutamente Sì, perche questa è la nostra personalissima idea di viaggio in Botswana. Il self drive non è semplicemente il modo per spostarci da un punto all’altro, è parte integrante dell’esperienza.
Leggi anche:
- Self drive in Botswana: come abbiamo organizzato il viaggio
- Botswana: safari self drive nel Chobe National Park e nella Moremi Game Reserve
- Cosa vedere in Botswana: il nostro itinerario
- Dove (e cosa) abbiamo mangiato durante il nostro self drive in Botswana
Trovate tutto il racconto del nostro viaggio nelle storie in evidenza su Instagram @ilmondodimarika
