“Fuerteventura è (quasi) assenza di vegetazione, è aloe e cactus, sono i miei capelli sempre pieni di nodi, sono i minivan con le tavole da surf, sono i mulini dei paesi rurali, sono le capre al pascolo e la roccia vulcanica, sono i cartelli di attenzione agli scoiattoli, gli smothies di DonSimon e i mille HiperDino che si trovano lungo la strada! Fuerte è anche Oceano, perennemente agitato, sono le onde con la schiuma e l’acqua limpidissima, è sabbia bianca e roccia nera!!
Fuerte è sempre una bella carica di energia!”
Per rendere il racconto più comprensibile, dividiamo l’isola tra “nord” e “sud”; come abbiamo fatto durante il nostro viaggio.
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COSA VEDERE A SUD
PLAYA DE SOTAVENTO DE JANDÍA una spiaggia caratterizzata da lingue di sabbia dorata che emergono durante la bassa marea. Nelle giornate più ventose si pratica il kitesurfing e il windsurfing, un bello spettacolo a cui assistere (o provare…). Nelle vicinanze consigliamo anche altre spiagge: Playa Mal Nombre, Playa Butihondo e Playa De La Barca.

MORRO JABLE (PLAYA DEL MATORRAL) è il paese turistico più a sud dell’isola. E’ connotato dal porto e da un bel lungomare che separa il centro del paese dall’enorme spiaggia. Una delle sue caratteristiche è il Faro de Morro Jable, che regala quella punta di malinconia e desolazione al luogo.

PLAYA DE COFETE E IL FARO DE JANDIA, i posti più sperduti dell’isola.
Tanto remoti, quanto conosciuti e pubblicizzati. La prima cosa che ci hanno detto appena atterrati è stata proprio “non perdetevi Cofete”; forse anche perché raggiungerla non è così semplice.
Playa de Cofete si trova nell’estremo sud, a ridosso del Pico de la Zarza, lontano dai principali centri turistici.
Guardando la cartina sembra pressoché vicina, in realtà è un’illusione: occorre oltrepassare la montagna, percorrendo una strada sterrata piena di curve e a tratti priva di protezioni laterali. Partendo da Costa Calma abbiamo impiegato circa un’ora.
Ci sono anche i pullman che fanno la spola. Personalmente abbiamo preferito raggiungere Cofete in autonomia.
Concedetevi una sosta in cima al belvedere; offre una visuale meravigliosa sulla spiaggia.
Al ritorno, imboccate il sentiero che conduce al Faro de Jandia (l’estremo sud dell’isola). Arrivare qui è un po’ come essere arrivati ai confini del mondo.

BETANCURIA: la storia narra sia il primo centro abitato, fondato dai colonizzatori spagnoli. Oggi è il più famoso dei paesi rurali che sorgono all’interno dell’isola. Lo si visita in pochissimo tempo ed è suggestivo passeggiare tra le stradine del villaggio.

MOLINO DE ANTIGUA E MUSEO DEL QUESO MAJORERO (la parola “majorero” indica gli aborigeni canari, i nativi dell’isola).
E’ il museo del formaggio (realizzato con latte di capra), alimento tipico della zona. Il mulino tipico che si trova all’ingresso, merita qualche scatto. L’entrata è a pagamento. Personalmente l’abbiamo visitato solo dall’esterno.

EL PUERTITO DE LOS MOLINOS, uno dei nostri posti preferiti a Fuerteventura.
E’ un villaggio di pescatori minuscolo, dove ancora i segni del turismo non sono stati impattanti per l’ambiente. Non c’è nulla, se non una piccola spiaggetta contornata da rocce scure, qualche casetta a ridosso sul mare e un ristorantino.
Qualcuno sostiene ci siano alcune grotte nei paraggi, raggiungibili a piedi con la bassa marea.

GROTTE DI AJUY
Si raggiunge l’omonima spiaggia nera e si procede a piedi lungo il sentiero sulla roccia (a destra guardando il mare); ad un certo punto si scende da una scala non troppo ripida e si arriva alle grotte. Il percorso è fattibile e richiede circa 20 minuti a piedi.

PLAYA DE TARAJALEJO,LAS PLAYTAS E FARO DE ENTALLADA, sono le nostre tappe durante il trasferimento dal sud al nord dell’isola.
Tarajelejo non è altro che una spiaggia di sabbia nerissima, mentre Las Playtas è un piccolo paesino poco frequentato, dove abbiamo avuto modo di vedere qualche abitazione locale, la chiesetta e il campo da calcio; da visitare solo se si passa di lì senz’altro.
Il Faro de Entallada, invece, è consigliatissimo. Un faro dall’aspetto insolito, che sorge in cima ad una scogliera. Il luogo un po’ inconsueto e la strada tumultuosa per raggiungerlo, fanno di Entallada una meta emozionante e visionaria.

CALETA DE FUSTE, è il classico paese colmo di alberghi di un certo livello, spiagge attrezzate ed esercizi commerciali. Siamo passati in transito, mentre raggiungevamo Corralejo. Un ottimo posto dove trascorrere qualche ora di relax sotto i raggi del sole.

PUERTO DEL ROSARIO (e SALINAS DEL CARMEN), il capoluogo di Fuerteventura. Non sappiamo dire molto su questa cittadina, poiché l’abbiamo solo attraversata più volte in macchina senza mai sostare. L’idea che ci siamo fatti è quella di un luogo ben frequentato, dove forse vive la maggior parte della popolazione locale. Qui, oltre ai vacanzieri, abbiamo notato la quotidianità delle persone fuori dai circuiti turistici e la presenza di un’urbanistica più comune e banale.
Conosciamo meglio Salinas del Carmen, un posticino alla periferia di Puerto del Rosario, dove si trovano le caratteristiche saline. L’ingresso è a pagamento. Non perdetevi il pranzo al ristorante Los Caracolitos; cucinano un ottimo escaldon de gofio.

COSA VEDERE A NORD
CORRALEJO, il nome più pronunciato quando si parla di quest’isola. E’ il centro nevralgico, quello che ospita la clientela italiana. Intendiamo più precisamente il “Casco Viejo” (fulcro del paese); una manciata di viuzze bianche colme di ristorantini. La via centrale pullula di negozi di abbigliamento e souvenir.
A Corralejo si respira quell’atmosfera e quello stile “surfer” che caratterizza un po’ tutta l’isola.
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PARCO NATURALE DI CORRALEJO (e GRANDE PLAYA)
Non hanno bisogno di descrizioni; sono un piccolo assaggio di deserto su un’isola spagnola. Consigliamo di raggiungerle anche per la cosiddetta “golden hour”, dove la luce infuoca la sabbia e lo spettacolo è stupendo.
In prossimità delle dune si trovano alcune spiagge, tra cui Grande Playa (con alcuni stabilimenti balneari).

EL COTILLO, il nostro paese preferito.
Una località turistica, ma l’ambiente resta semplice e allo stesso tempo originale; ricco di ristoranti di un certo livello e viuzze che raccontano storie dal mare.
Consigliamo di visitarlo verso sera, oppure alla mattina, quando la gente popola timidamente i bar e i negozi alzano le saracinesche per vendere abbigliamento e souvenir.
Vale la pena una visita anche al Faro El Toston.

PLAYA DE LA CONCHA, per noi la più bella dell’isola.
La conformazione non è semplice e lineare, ma si presenta sotto forma di molteplici baie, collegate tra loro da strisce di roccia nera. Qui l’Oceano sembra più tranquillo e l’acqua è limpidissima.
Percorrendo la costa (direzione sud), si raggiunge Playa del Aguila, desolata e adatta a chi pratica surfing. Ancor più a sud, si trova Playa de Esquinzo (noi non l’abbiamo raggiunta).

POP CORN BEACH (e MAJANICHO)
Majanicho si trova all’estremo nord dell’isola. Un paesino caratterizzato da una decina di casette sul mare, segnate dalle tracce del tempo trascorso.
La Pop Corn Beach, non sarebbe nulla di che, se non fosse per i suoi sassolini molto simili ai pop corn che la rendono un posto davvero particolare.

CALDERÒN HONDO, si cammina attorno al cratere del vulcano, un’esperienza insolita.
Lo si raggiunge a piedi, parcheggiando la macchina direttamente sulla strada per Majanicho. Si percorre un sentiero un po’ in salita e si arriva direttamente ai bordi del cratere. La camminata è di 5 km all’andata e 5 km al ritorno (è fattibile).
Purtroppo abbiamo notato che è possibile raggiungere la vetta del Calderòn Hondo in sella ai cammelli; crediamo sia un business triste e innaturale. Gli animali sono belli quando sono in libertà e soprattutto nel loro habitat!

MONTAÑA DE TINDAYA, TEFÌA e ALCOGIDA, sperduti tra i monti, nel cuore di Fuerteventura.
Tindaya, chiamata anche “montagna sacra”, è forse l’altura più imponente dell’isola. Ai suoi piedi sorge un piccolo paesino, con un’agenzia turistica dove poter chiedere qualche info a riguardo.
Abbiamo declinato l’opzione del trekking, ma ci sarebbe piaciuto osservare i “podomorfos”: incisioni su pietra che assomigliano a giganteschi piedi. Sono tipici della cultura aborigena canaria, che attribuiva a questa montagna poteri magici.
Tefìa è un piccolo villaggio agricolo, che sorge tra la roccia vulcanica e le strade poco battute. E’ possibile osservare uno dei tipici mulini di Fuerteventura, inoltre è presente un osservatorio astronomico.
Abbiamo scoperto che l’isola gode di diversi punti astronomici, tra cui anche l’osservatorio di Sicasumbre.
Tefìa ospita anche l’ecomuseo di Alcogida: si tratta di sei o sette abitazioni tipiche, dov’è ancora possibile osservare lo stile di vita degli agricoltori majoreri. L’ingresso è a pagamento e la visita guidata dura circa un’ora.

AGUAS VERDES (PLAYA DEL VALLE), qui si trovano le classiche “piscine naturali”, tipiche dei ritratti paesaggistici delle Isole Canarie.
Le rocce formano dei buchi che si riempiono con l’acqua del mare e formano delle suggestive piscine dal colore verdastro.
Chi ha il coraggio di fare un bel tuffo?

GITE GIORNALIERE
ISLA DE LOBOS è l’isolotto che si intravvede a nord-est di Fuerteventura. Si trova di fronte al porto di Corralejo e si presta molto bene per escursioni giornaliere.
La si raggiunge con circa 10 minuti di navigazione, a bordo dei numerosi “taxi boat” che partono tutti i giorni (e più volte al giorno) dal porto di Corralejo.
Prendere parte a questa escursione è molto semplice: basta recarsi al porto qualche giorno prima e avvicinarsi ad una delle diverse casette che propongono tour. Noi abbiamo scelto “Corralejo charter & fishing”, ma si equivalgono più o meno tutte.
Il prezzo è 15 euro a testa, andata e ritorno.
Per approdare sull’Isola di Lobos è necessaria un’apposita autorizzazione: si richiede on line qualche giorno prima direttamente sul sito ufficiale (a noi l’hanno procurata direttamente i ragazzi del taxi boat al momento della prenotazione in loco).
L’Isola di Lobos è talmente piccola che la si gira tranquillamente a piedi.
Dal molo, con una passeggiata di circa 15 minuti, si raggiungono le due spiagge principali (entrambe non attrezzate): a destra “Las Lagunitas”, più rocciosa e variegata e a sinistra “Playa de la Calera” (o Concha de Lobos), più lineare e semplice.
In queste spiagge l’acqua è limpidissima e i suoi colori tendono all’azzurro molto chiaro.
Nei pressi del molo è presente un ristorante (El Puertito), che solitamente resta chiuso il sabato.
Per i più temerari è possibile salire in cima alla Montagna “La Caldera”, uno dei tanti vulcani della zona, con una camminata (in salita e un po’ faticosa) di circa 45 minuti.
Da lassù si gode una bella vista su tutta l’Isla de Lobos e le Dune di Corralejo.

LANZAROTE; clicca QUI per saperne di più sulla nostra escursione giornaliera a Lanzarote.
Siamo certi di non essere stati esaustivi nell’elencarvi i luoghi di Fuerteventura, ce ne saranno molti altri a noi sconosciuti, ma ci auguriamo che questa scaletta possa esservi di aiuto nella pianificazione del viaggio. La regola è sempre quella di esplorare e di percorrere anche quei sentieri che sembrano non portare a nulla, perché la maggior parte delle volte è proprio lì che si trova qualcosa di interessante.
Con il senno di poi, avremmo aggiunto al nostro tour un trekking al Barranco de las Penitas e una capatina a Playa de los Ojos per ammirare la bellezza della sua grotta (raggiungibile con la bassa marea).
