A Karimunjawa con un taxi a noleggio (esperienze di viaggio autentiche)

Credevamo di arrivare su un isolotto “anonimo”, dove oltre al bel mare non avremmo trovato nient’altro, invece quest’isola ci ha letteralmente rubato il cuore. Siamo stati travolti dalla sua anima festaiola, ma allo stesso tempo super local. Ci siamo innamorati dei bei modi di fare della popolazione. Non ci siamo persi nemmeno un tramonto e abbiamo girato con un taxi a noleggio (che ci ha resi riconoscibili sull’isola).

Durante il nostro viaggio a Karimunjawa abbiamo avuto la fortuna di vivere diverse esperienze a contatto con la popolazione locale; vicende insolite e momenti che hanno zuccherato le nostre vite e hanno dato un senso al viaggio.

Appena scesi dal traghetto, come da accordi, abbiamo incontrato il signore del noleggio della macchina. Ci siamo presentati e a piedi ci siamo diretti verso il parcheggio. Abbiamo caricato le valige sul taxi che ci ha indicato. Eravamo certi ci avrebbe portati presso gli uffici. Invece ci ha fatti salire al posto del conducente. Un po’ confusi abbiamo pensato volesse accertarsi della nostra modalità di guida a sinistra.

Drive

Drive where?

Drive, is your car

Ah, ok

Dopo qualche minuto di confusione e di incomprensione, abbiamo capito che quel taxi numero 12 sarebbe stata la nostra macchina per tutta la durata del viaggio.

Con il sorriso sulle labbra ci siamo fatti spazio tra la miriade di motorini e ci siamo diretti al nostro hotel. Gli unici ad occupare il parcheggio delle auto.

È iniziato così il nostro viaggio a Karimunjawa.

Gli indonesiani sono persone stupende. Non c’entra la gentilezza, la simpatia o l’accoglienza; il loro modo di fare è uno stile di vita. Abbiamo avuto l’impressione che le relazioni sociali si basino sull’effettiva voglia di stare insieme; nulla è costruito, obbligato o dettato dal denaro. Si vive bene, senza prevalicare sull’altro, senza giudizio, senza aspettative. Eh sì, per certe cose noi occidentali abbiamo tanto da imparare.

Abbiamo condiviso l’escursione in barca con un gruppo di ragazzini indonesiani (anche loro erano in vacanza). Dopo pochi minuti di navigazione ci hanno salutati come se ci conoscessimo. Ci avevano visti il giorno prima su una spiaggia, si ricordavano dei nostri volti. Gli abbiamo raccontato dell’Italia e loro ci hanno parlato dell’Indonesia. Tra una chiacchiera e l’altra gli avevamo chiesto dove poter acquistare una salsa tipica, ma sul momento non avevano saputo darci risposta; la sera ci è arrivato un loro messaggio con tutte le indicazioni su dove andare a comprarla e come cucinarla.

Noi, qui in Italia, ci saremmo comportati così con persone provenienti da altri paesi?

Il primo giorno abbiamo avuto la fortuna di conoscere il ragazzo dell’agenzia locale (Dunia Bintang) che ci ha venduto l’escursione. Al ritorno dalla giornata in barca ci ha invitati ad una festa sulla spiaggia e da lì siamo diventati amici. Più volte ci ha chiamati ad uscire con lui e i suoi amici. Una sera siamo saliti tutti sul nostro “super taxi a noleggio” per andare ad un “local party” a Karina Beach (una spiaggia vicino a Bobby Beach). Ci hanno offerto da bere e ci hanno fatto vedere il fenomeno della bioluminescenza. Momenti che porteremo sempre nel cuore; persone meravigliose, genuine, simpatiche con cui abbiamo condiviso risate e belle emozioni.

Sicuramente l’autenticità delle esperienze vissute a Karimunjawa deriva anche dal fatto di aver viaggiato in Indonesia nel mese di agosto. Il 17 agosto si festeggia il giorno dell’indipendenza dal dominio olandese; una ricorrenza molto sentita, carica di significato e di storia. Il giorno stesso si partecipa all’alza bandiera e solitamente si trascorre la giornata in famiglia; invece nei giorni (e nelle settimane) successivi vengono organizzate parate, feste e giochi in gran parte dell’Indonesia.

Le vie di Karimunjawa erano addobbate con fiocchi e bandierine: nei giorni a seguire hanno organizzato party, concerti di paese, dj set ed eventi, uno fra tutti il Carnevale. Non ha significato religioso come intendiamo noi, ma ci si traveste e si sfila per le vie del paese. Abbiamo ballato con le persone del posto e partecipato all’evento con entusiasmo e stupore: ogni classe scolastica sfilava con un vestito differente, dall’infanzia all’adolescenza. C’era armonia, divertimento, complicità, umiltà.

Questo è quello che succede quando una comunità si basa sull’altruismo e non sull’apparenza e sul denaro.

Quest’isola, vissuta così, ci ha letteralmente rubato il cuore.

Quando si lascia un luogo i paesaggi restano nelle fotografie, ma quello che si vive e chi si incontra farà sempre parte di noi. Porto a casa un bel pezzo di umanità.

Viaggiare è pericoloso, perché ti innamori dei luoghi, delle culture, delle persone e non puoi più farne a meno.

Per organizzare un viaggio a Karimunjawa leggi la nostra Guida di Viaggio

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