Safari self-drive all’Etosha National Park

Immaginate di guidare nella savana, dove gli animali popolano il sentiero e gli avvistamenti sono all’ordine del giorno.

L’Etosha National Park è un’area pianeggiante di circa 22.000 km2.

È l’habitat naturale di molte specie, tra cui leoni, leopardi, ghepardi, zebre, gazzelle (orice, kudu, springbok), elefanti, giraffe, sciacalli, struzzi, gnu, iene e rinoceronti.

Qui è l’uomo ad essere ospite.

Al centro sorge il “Pan”, una depressione salina. Durante la stagione secca (da maggio a ottobre) la zona è arida e la poca vegetazione si essica. È il periodo migliore per gli avvistamenti.

Il punto forte dell’Etosha National Park è la possibilità di fare safari in autonomia (come al Kruger National Park in Sud Africa).

Abbiamo scritto un articolo a confronto Safari self-drive: Kruger o Etosha?

COME VISITARE L’ETOSHA NATIONAL PARK?

Lungo il perimetro immaginario del Parco Nazionale ci sono 4 gate di ingresso. Noi siamo entrati dall’Anderson Gate, il più frequentato.

È possibile effettuare ingressi giornalieri (se si alloggia all’esterno), oppure trascorre più giorni all’interno del Parco. In entrambi i casi è richiesto un permesso, da pagare in loco alla reception dei lodge Okaukuejo o Namutoni (essendo ubicati vicino alle entrate).

I gate d’ingresso aprono all’alba e chiudono al tramonto (a luglio l’orario di chiusura è alle 18,30). Vale la stessa regola all’interno del Parco (per i cancelli dei diversi camp). 

Per la tutela della zona e per la sicurezza dei visitatori, è proibito guidare nelle ore notturne. È quindi importante valutare correttamente le distanze da percorrere e arrivare al proprio alloggio prima che tramonti il sole. Google Maps è un buon alleato per pianificare gli itinerari.

Per maggiori informazioni riguardo l’ammontare della tassa giornaliera e gli orari di apertura dei gate, cliccate sul sito ufficiale https://www.etoshanationalpark.org/

È importante leggere attentamente le norme di comportamento. Bastano poche e semplici accortezze per vivere un’esperienza entusiasmante.

La viabilità è buona. Le strade sono ghiaiate e polverose. Il limite di velocità consentito è 60 km/h; suggeriamo tuttavia di procedere a velcità ridotta, per godersi maggiormente il safari e per non spaventare gli animali che spesso attraversano la strada.

All’interno del parco NON ci sono stazioni per il rifornimento della benzina. Quelle segnalate sulle cartine sono dismesse e non più in uso. È necessario entrare con una tanica di scorta. In alternativa bisogna uscire dal Parco e raggiungere la stazione di servizio più vicina: 25 km dall’Anderson Gate.

ALLOGGI

Per comodità e per completezza dell’esperienza, consigliamo di alloggiare all’interno del Parco Etosha.

Dislocati in tutta l’area ci sono 6 camp: Namutoni, Halali, Okaukuejo, Onkoshi, Dolomite e Olifantsrus.

Si prenota il soggiorno direttamente dal sito ufficiale https://www.etoshanationalpark.org/

Abbiamo alloggiato 3 notti all’Halali Camp, optando per una sistemazione di gamma intermedia, con camera e bagno privati. Il tempo di percorrenza dall’Anderson Gate è di circa un’ora e mezza. All’interno del camp si trova un mini market (con generi alimentari di prima necessità e alcuni souvenir) e un ristorante che serve colazione e cena a buffet.

Suggeriamo di scegliere alloggi come l’Halali o l’Okaukuejo. Sono ubicati in prossimità di ampie pozze d’acqua, dove gli animali vengono ad abbeverarsi. Di conseguenza è più facile fare avvistamenti a qualsiasi ora (essendo il view point raggiungibile a piedi all’interno del camp).

ITINERARI ALL’ETOSHA NATIONAL PARK

L’Etosha pullula di zebre e di springbok, ce ne sono ovunque. Abbiamo avuto la fortuna di vedere tutti gli animali, tranne il ghepardo. Sarà un buon motivo per tornare in Africa.

L’obiettivo principale del nostro safari era l’avvistamento del rinoceronte: missione compiuta, è stato uno dei momenti più emozionanti. La zona è particolarmente ricca di questi esemplari.

Prima di iniziare un safari self-drive è opportuno pianificare gli itinerari giornalieri, studiando la cartina, leggendo le bacheche informative della reception e aiutandosi con Google Maps.

Seguite le cosiddette “water hole”, sono pozze d’acqua dove solitamente gli animali vengono a bere. Durante la stagione secca alcune sono asciutte, ma la maggior parte custodisce ottimi avvistamenti.

Condividiamo i nostri itinerari giornalieri:

  1. Dall’Halali al Namutoni;
  2. Dall’Halali all’Ozonjuitji, un punto dove spesso si riuniscono più animali insieme (gnu, zebre, springbok, orice e struzzi). Un contesto confusionario e scenico;
  3. Dall’Halali all’Okaukuejo.

I punti salienti dell’Etosha sono:

  • Halali water hole. Per tre sere consecutive abbiamo avuto la fortuna di vedere tanti rinoceronti abbeverarsi. L’orario del tramonto è perfetto. Se non si soggiorna all’Halali è comunque possibile entrare nel camp e raggiungere la water hole durante la giornata.
  • Okaukuejo water hole. Qui solitamente ci sono molti animali. Non pernottando in questo camp, siamo arrivati alla pozza durante il giorno.
  • Ozonjuitji, un punto dove spesso si riuniscono più animali insieme (gnu, zebre, springbok, orice e struzzi). Un contesto confusionario e scenico.
  • Gemsbokvlakte, una “water hole” lungo la strada che collega l’Okaukuejo all’Halali. Durante il nostro safari era spesso frequentata da elefanti. L’ultimo giorno qui abbiamo visto anche molti leoni.

Gli animali sono belli quando sono liberi e l’Etosha permette di essere spettatori nel loro habitat.

Il safari self-drive fa battere il cuore: dà l’idea di essere soli nella savana, liberi di osservare per ore la bellezza della natura.

Tuttavia consigliamo di prendere parte anche ad uno dei safari guidati, proposti dai camp. Solitamente vengono organizzati prima dell’alba o dopo il tramonto, quando non è più consentito guidare in autonomia.

Abbiamo partecipato ad un “morning game drive” di 3 ore (dalle 6,00 alle 9,00).  Vedere l’alba nel bel mezzo della savana è incredibile.

All’Etosha National Park c’è molta escursione termica tra il giorno e la notte: durante i tour sulle jeep (aperte ai lati) fa molto freddo. Attrezzatevi con giacca pesante, cappello, sciarpa e pantaloni pesanti.

Sentire di notte il ruggito dei leoni, vedere un pachiderma a pochi passi dalla macchina, osservare il cielo stellato: l’Africa regala sempre emozioni indelebili.

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E se non sai quale safari intraprendere clicca QUI, abbiamo stilato un articolo a confronto tra Etosha National Park e Kruger National Park.

Nelle storie in evidenza del mio profilo Instagram troverete tutto il racconto del viaggio.

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